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C'era da aspettarselo, l'ultimo weekend di maggio ha rivisto in pista tutte le Triumph come da copione. In più quest'anno c'è stata la definitiva consacrazione. Le motociclette inglesi sono oggetti di culto, ben disposte a farsi smanacciare e ottenere così delle special da urlo e belle toste in pista. Eravamo ancora di più delle passate stagioni, con la voglia di fare mototurismo tra le splendide colline del parmense, o semplicemente mostrare la propria realizzazione, partecipare alla sfida tra special organizzata dalla rivista Cafè Racer e ovviamente partecipare alla sfida in pista: la gara di durata. Insomma anche quest'anno ce n'era davvero per tutti.anzi di più.
Chi non ha partecipato a una iniziativa non ha perso l'altra, grande divertimento anche per chi si è accontentato di fare semplicemente lo spettatore. Non vi raccontiamo delle imprese del freestyler Carmichael che in sella a Speed e Daytona ha fatto cose da pazzi. L'endurance è andata alla grande. Le regole sono diventate di più e soprattutto più severe. Per la cronaca sul gradino più alto del podio è salito ancora Firenze, secondi ad un soffio i ragazzi del levante di Bari e terzi un po' più in là Biella. 20 Team per un totale di 60 piloti, un serpentone di metallo in pista veloce come mai prima d'ora. Una menzione speciale merita la squadra di Verona, poi ritirata che ha portato in pista Francesca, una mamma volante con treccia di capelli svolazzante. Sorridente , veloce come un missile e dal viso splendente colorato di lentiggini. Insomma anche il T-Day 2003 ha visto chiudersi il sipario nel migliore dei modi.
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